Italian Colonial Internment

L’elemento più notevole di questo breve saggio, nel complesso del lavoro di Labanca sul colonialismo italiano, risiede probabilmente nella volontà di sottolineare la particolare crudeltà degli italiani a confronto con altri colonialismi. Penso per esempio a Oltremare, e in particolare al capitolo sulla Società coloniale, in cui l’autore si preoccupa, invece, di annoverare la violenza coloniale italiana nel più ampio contesto dei rapporti fra colonizzatori e colonizzati.

Con gli studenti bisogna sempre lavorarci un po’ per non dare l’idea che poi il colonialismo inglese o francese fosse migliore. Il saggio è altresì interessante per come mette a confronto i campi di internamento a seconda degli internati, italiani prima e poi indigeni. Da questo punto di vista, emerge con molta chiarezza la continuità tra l’Italia liberale e l’Italia fascista da una parte, e tra carcere come forma di controllo interno (contro anarchici, socialisti e criminali comuni) e internamento coloniale (Labanca non lo cita, ma il caso di Paolo Valera potrebbe essere un ottimo esempio da approfondire, in questo senso). Particolarmente importante, poi, è nel saggio l’esempio libico, ma i temi proposti Labanca li approfondisce altrove.

Nicola Labanca, Italian Colonial Internment, in R. Ben-Ghiat e M. Fuller (a cura di), Italian Colonialism, New York, Palgrave, 2005, pp. 27-36 – L’immagine è tratta da qui.

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