Gifts, Sex, and Guns

Carlo Piaggia nella seconda metà dell’Ottocento affronta alcuni viaggi di esplorazione sul Nilo. In particolare, nel 1863 si stabilisce presso la tribù degli Azande per due anni, raccogliendo una serie di note che verranno pubblicate solo nel 1978 con il titolo Nella terra dei Niam-Niam (1863-1865).

L’autrice stabilisce alcune connessioni con esperienze etnografiche più celebri, come quella di Mungo Park:

like Mungo Park, Piaggia is a lonely figureof the colonial pioneer, isolated from the scientific and political community of his time. Like his British couterpart, Piaggia made his way into the interior of Africa alone, gradually alienating himself–both physically and culturally–from the slave traders, merchants, and official explorers […]. Like Park, Piaggia negotiated his Europeanness in exchange for indigenous goods, food, shelter, and language lessons. (p. 120)

All’autrice sta a cuore sottolineare come l’atteggiamento di Piaggia nei confronti dei suoi ospiti sia più aperto di quello di altri esploratori proprio perché è inquadrato nel modello precapitalistico dal quale proviene e si trova così a suo agio all’interno di un’economia del dono come quella che si trova davanti tra gli Azande. Ciò comporta una più complessa dialettica rispetto alla tradizionale dinamica coloniale, che mette l’esploratore di fronte a profonde contraddizioni di genere.

Per meglio chiarire la “differenza” rappresentata da Piaggia, Lombradi-Diop sottopone ad analisi gli scritti di altri due viaggiatori: Giovanni Miani, che viaggia tra il 1859 e il 1860 e che proviene da una classe molto più elevata di quella del suo predecessore ed è membro della prestigiosa Société Géographique di Parigi; e Gustavo Bianchi, che lascia Milano nel 1879 e che pubblicherà il racconto della sua spedizione nel 1884 col titolo Alla terra dei Galla. Miani ha un approccio anti-schiavista, ma non rinuncia ai privilegi del viaggiatore occidentale e si pone nei confronti dei popoli conosciuti con un atteggiamento più tradizionale. Bianchi è mosso da un espicito programma di espansionismo commerciale al servizio dell’industria nazionale: l’economia del dono lo disturba e gli è completamente estranea, e in lui le armi, quale principale moneta di scmbio, prendono il posto dell’interesse per l’interazione sociale così presente, invece, nell’esperienza di Piaggia.

C. Lombardi-Diop, Gifts, Sex, and Guns: Nineteenth-Century Italian Explorers in Africa, in P. Palumbo (a cura di), A Place in the Sun: Africa in Italian Colonial Culture from Post-Unification to the Present, Berkley, University of California Press, pp. 119-137. – L’immagine è tratta da qui e successivamente rielaborata.

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