Si conobbero

Non ho saputo resistere e ho spedito un’altra pagina a Prima i lettori. Eccola:

In un noce, sulla sella del tronco, c’era un incavo a conca, la ferita d’un antico lavoro d’ascia, e là era uno dei rifugi di Cosimo. C’era stesa una pelle di cinghiale, e intorno posati una fiasca, qualche arnese, una ciotola.

Viola si buttò sul cinghiale. – Ci hai portato altre donne?

Lui esitò. E Viola: – Se non ce ne hai portate sei un uomo da nulla.

– Sì… Qualcuna…

Si prese uno schiaffo in faccia in piena palma. – Così m’aspettavi?

Cosimo si passava la mano sulla guancia rossa e non sapeva cosa dire; ma lei già pareva tornata ben disposta: – E com’erano? Dimmi: com’erano?

– Non come te, Viola, non come te…

– Cosa sai di come sono io, eh, cosa sai?

– S’era fatta dolce, e Cosimo a questi passaggi repentini non finiva di stupirsi. Le venne vicino. Viola era d’oro e miele.

– Di’…

– Di’…

Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così.

da Italo Calvino, Il barone rampante (1957 – ed. Garzanti, 1985, pp. 209-210).

Foto: antonioschiavulli

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3 thoughts on “Si conobbero

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