L’orrore! L’orrore!

Che poi non è che si poteva andare avanti così, senza Conrad. Così, per la seconda tornata del concorso Prima i lettori, ho spedito questa pagina:

“Una sera, entrando con una candela, sussultai al sentirgli dire, con voce un po’ tremula: ‘Me ne sto sdraiato qui al buio ad aspettare la morte.’ La luce era a meno di trenta centimetri dai suoi occhi. Mi costrinsi a mormorare: ‘Oh, sciocchezze!’ e restai sopra di lui, come pietrificato.

“Non avevo mai visto niente di paragonabile al cambiamento che si verificò nei suoi lineamenti, e spero di non vederlo mai più. No, non ne ero commosso. Ne ero affascinato! Come se fosse stato strappato un velo, scorgevo su quel viso d’avorio l’espressione di un orgoglio tenebroso, di un potere spietato, di un terrore vile – di un’intensa e avvilita disperazione. Stava rivivendo la propria vita in ogni suo particolare, di desiderio, di tentazione e di resa, in quel momento supremo di conoscenza totale? Gridò in un sussurro a qualche immagine, a qualche visione – gridò due volte, un grido che non era più che un respiro.

“ ‘L’orrore! L’orrore!’

“Spensi con un soffio la candela e uscii dalla timoniera. I pellegrini stavano cenando in mensa e presi il mio solito posto di fronte al direttore, il quale alzò gli occhi rivolgendomi uno sguardo interrogativo che riuscii a ignorare. S’appoggiò indietro sereno, con quel sorriso particolare che suggellava gli abissi inespressi della sua grettezza. Una pioggia ininterrotta di moscerini si riversava sulla lampadam sulla tovaglia, sulle mani e le facce di tutti noi. D’un tratto il ragazzo del direttore mostrò la sua insolente testa nera sulla porta e disse, in tono di feroce disprezzo”

“ ‘Signor Kurtz… lui morto.’

“Tutti i pellegrini corsero fuori a vedere. Io rimasi e continuai a mangiare […]”

da Joseph Conrad, Cuore di tenebra (1899 – ed. Feltrinelli, 1989, trad. it. Ettore Capriolo, p. 101).

Per la cronaca, nella prima fase del concorso Calvino è arrivato primo fra le pagine più viste (Manzoni undicesimo) e settimo tra le pagine più votate (Manzoni diciassettesimo).

Foto: antonioschiavulli

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