La prima impresa coloniale di conquista e occupazione della Libia rappresenta il culmine della politica di unità nazionale promossa dai governi liberali per “fare gli italiani” e il modello per l’imminente propaganda interventista e fascista, negli anni in cui si compie un vero e proprio mutamento del ruolo degli intellettuali nella società. Si sono raccolti qui alcuni degli interventi che animarono il dibattito dei letterati intorno alla legittimità dell’occupazione libica e della politica espansionistica dell’Italia giolittiana. Se la prassi politica, negli anni presi in esame, ha potuto modellarsi sui caratteri della aggressione, della violenza e della negazione dell’Altro, è stato anche in virtù della capacità di produzione di identità messa in scena da un apparato di diffusione culturale che aveva, fra i suoi protagonisti, gli intellettuali e dalla costante negoziazione di questo apparato con le sollecitazioni imposte dalle masse. Pascoli e d’Annunzio, Papini, Prezzolini e Serra, Corradini, Valera e Marinetti forniscono dunque, con i loro scritti, un documento utile per comprendere le forme di produzione dell’ideologia coloniale.

Antonio Schiavulli, La guerra lirica. il dibattito dei letterati italiani sull’impresa di Libia (1911-1912), Ravenna : Giorgio Pozzi editore, 2009. 200 pp. 15 euro – ISBN 978-88-961170-2-6

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